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COSTRUZIONE
Brasile e società in musica e poesia |

con
Barbara Casini canto, chitarra, percussioni (surdo e ganza)
Monica Demuru voce recitante, canto
Gabriele Mirabassi clarinetto |
Da sempre il popolo brasiliano, nel senso più nobile del termine, si canta e si descrive nel suo divenire, andare, affrontare gli innumerevoli conflitti e trasformazioni della vita, e nella musica grande è l’importanza del testo, del racconto, della denuncia o dell’annuncio. Così come grandi poeti prestano la loro voce e la loro visione alla musica. Uno fra tutti, Chico Buarque de Hollanda, unisce poesia, composizione, impegno sociale e culturale in un unico straordinario personaggio. (sua la struggente “Costruzione” che descrive l’alienazione distruttiva nel lavoro, sua “Il Mio Bambino” che sbatte in faccia la realtà della criminalità infantile, ma sua anche “Carioca” che percorre a volo d’uccello la città di Rio e si posa nei suoi angoli e nel suo tessuto quotidiano come una carezza amorosa).
Altri poeti cantanti hanno descritto questo universo specchio di amori e dolori così universali, la vita in tutti i suoi modi e momenti, nella città reale o sognata, o nell’andare verso la città in fuga dalla miseria, antico tema dell’emigrazione e dello sradicamento.
Attraverso le canzoni di Chico Buarque, il rap di Gabriel o Pensador, il samba italobrasiliano di Adoniran Barbosa, il lamento degli emigranti nordestini e la prosa cruda di Graciliano Ramos, lo spettacolo di Demuru e Casini ci propone un “itinerario urbano” tra i conflitti sociali di ieri e di oggi, col clarinetto di Gabriele Mirabassi che di volta in volta si mescola, sottolinea, interferisce, conduce il canto e la parola.
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